X

By Giovanni Prati

Messer Giannozzo, come un´ombra passa

la figura del mondo; e noi sani vòlti

verso quell´ora, che, sonando, squassa

non pure il nostro, ma l´ardir di molti;

e poco approda su la fronte lassa

portar rami di lauro in Ascra còlti:

sotto poca erba in un´angusta cassa

pur quei fregi superbi andran sepolti.

Né, come il fior che cade a mattutino,

sotto la falce del villan mietuto,

le corone dei re si salveranno.

Messer mio caro, un rigido destino

preme ogni cosa. Ond´io pensoso e muto

guardo al nulla che resta e ai dì che vanno.