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Al gusto quel che piace tutto è buono,
agli occhi ciò che miran con efetto
sempre par bello e prendonne diletto,
come l'audito fa d'un dolce suono.
S'io piango, rido, canto o s'io ragiono
di quel ch'Amor m'ha posto per oggetto,
non me lo imputi nessuno a difetto;
e, se pure il farà, io gliel perdono,
perché non dubbi' è ben saper ch'Amore
a nobiltà di sangue o a bellezza
non ha riguardo; ma come gli piace
infonde a sua possanza con fervore
nel suggetto atto a sostener l'asprezza,
che nell'ultimo dà sanza mai pace.