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Ecco 'l grand'arco in alto e la saetta
dell'antico Signor, che mi spaventa;
e come l'alma il suo poter ne senta
tutta stammi dubbiosa in sen ristretta.
Ahi che 'l crudo tiranno aspra vendetta
fa dell'essermi sciolto, e mi tormenta!
Nè sol di rilegarmi or si contenta,
ma in prigion mi rinchiude anco più stretta:
e lontan dal bel cibo ond'io vivrei
vuol, per somma fierezza e crudeltate,
ch'io finisca per fame i giorni miei.
O te felice, te cento fiate,
Tirsi, che presso alla tua donna sei
e viver puoi delle sembianze amate!