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By Leon Battista Alberti

Io miro, Amor, la terra, e fiumi e l'onde,

gli uccelli e i poggi, e fior', le fronde e l'erbe,

e lauri, e mirti e i pin', gli abeti e i faggi,

la nona ispera e l'altra u' son le stelle,

l'infime sette che i pianeti alberga,

e poi mi volgo alla leggiadra donna.

Tutte son nulla, fuorché questa donna,

che eclipsa el sole e fa intorbidar l'onde,

e sol risplende el mondo ov'ella alberga;

over, dove col bel pie' priema l'erbe,

e fa sparir nel ciel tutte le stelle,

sedendo a l'ombra de ginepri e faggi.

E io, che seguo per selve e per faggi

questa gentil, onesta e vaga donna,

pria ch'io la giunga, salirà a le stelle,

mirando in giuso l'emisperio e l'onde,

el nostro mortal pondo e l'aride erbe,

sorridendo del loco u' l'alma alberga.

Quando varco là dove Amor alberga

(che meglio mi sarebbe andar per faggi,

bevendo l'acqua e degustando l'erbe,

parlando meco de la cara donna),

mi mostra come alle cerulee onde

si bagna questa al lume delle stelle.

E quando penso alle lucenti stelle

che fra le rose nel bel viso alberga,

sospiri esce del core, de gli occhi onde

da spegner foco e da crullare e faggi;

né mi val contra questa altera donna

consiglio alcuno, incanti, o sugo d'erbe.

Ma 'nanzi che sien secche tutte l'erbe,

e che le nube asconda l'alte stelle,

io proverò se 'n questa avara donna

umiltate over pietate alberga,

o s'ella sta come animal per faggi,

cruda sprezzando el ciel, l'abisso e l'onde.

Non han tanta virtù le stelle e l'onde,

né l'erbe, e non son tanto duri e faggi,

quanto la donna che 'l mio core alberga.