X
La lontananza del mio chiaro Sole
Oscuro e tenebroso fa il mio stato,
E pur a la crudel, cui sempre stato
Sono umil servo, del mio duol non dole;
Onde con voce di morte e parole
Amor chiamando or fero et ora ingrato,
Me stesso e mille penne ho già stancato,
Né torna il viver mio qual esser sòle.
Così di duolo in duol, di passo in passo,
Di grido in grido chiamo e cerco spesso
La bella donna, il mio sommo desio;
E già ogni fonte, ogni pianta, ogni sasso
Sa che per chiamar lei tutt'altre oblio,
E che cercando altrui perdo me stesso.