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By Luigi Da Porto

La lontananza del mio chiaro Sole

Oscuro e tenebroso fa il mio stato,

E pur a la crudel, cui sempre stato

Sono umil servo, del mio duol non dole;

Onde con voce di morte e parole

Amor chiamando or fero et ora ingrato,

Me stesso e mille penne ho già stancato,

Né torna il viver mio qual esser sòle.

Così di duolo in duol, di passo in passo,

Di grido in grido chiamo e cerco spesso

La bella donna, il mio sommo desio;

E già ogni fonte, ogni pianta, ogni sasso

Sa che per chiamar lei tutt'altre oblio,

E che cercando altrui perdo me stesso.