XCI – S. Rosa

By Giacomo Leopardi

Insino i battilani e i figulei

Comprano da costor, per quattro giuli,

Titol di mecenati e semidei.

Un poeta non c'è che non aduli:

E col Samosateno e con il Ceo

Si mettono a cantar gli asini e i muli.

E con poche monete un uom plebeo,

Degno d'esser cantato in archiloici,

Fa di se rimbombar l'Ebro e 'l Peneo.

Ché de' Cinici ad onta e de gli Stoici,

Senza temer le lingue de' satirici,

S'inalzano i Tiberi in versi eroici.

Egualmente da' tragici e da' lirici

Si fanno celebrare e Claudio e Vaccia:

E v'è chi per un pan fa panegirici.

A fabbricare elogi ognun si sbraccia:

E insino gli scolar s'odon da Socrati

I tiranni adulare a faccia a faccia.

A lodar la virtù son tutti Arpocrati;

E di Busiri poi, per avarizia,

I Policrati scrivono e gl'Isocrati.

Termine mai non ha questa malizia:

E dietro a Glauco, per empir la pancia,

Tessono encomi insino a l'ingiustizia.