XCII

By Ludovico Leporeo

Cedano i lauri del giardin parnasio

De' platani al gigante albero cesio,

Che di sua man piantò Zefiro etesio,

Appo il ruscel del fonticel pegasio.

Questi sparge odor mirreo e colocasio,

Degno del canto aonio e non tiresio,

De le cui frondi s'orna evio carchesio,

Ed è di sua dolce ombra Apollo amasio.

Qui stanno al rezzo col pastore anfrisio

Le vaghe ninfe de lo stuol mnemosio

De' cesî eroi ne l'orticello elisio;

Qui con le Grazie Amor siede a simposio;

E mentre odo imenei con canto odrisio

Del nettare di Giove io m'inambrosio.