XCII
Donne, noi fummo già come voi sète,
cortigiane e famose di bellezza:
or, vicine a vecchiezza,
pinzochere noi siam, come vedete.
Noi paiàn tolte da mondan piaceri,
per quel ch'appar di fuora:
ma non è già così dentro il segreto,
perché nostri pensieri
son quei medesimi ancora;
ma sott'ombra d'un viver piú quieto,
andando innanzi e 'ndreto,
facciam servizi a chi travaglia amore,
servendo sempre con fede e di core.
E per mostrarvi quel che far sappiàno,
in queste scatolette
abbiam portato tutta la nostr'arte:
come di mano in mano
vi fia mostrato e dette
le cose che son buone a parte a parte:
prima, queste son carte
non nate, per incanti e per malie,
come noi sappiam far per varie vie.
Frusso di donne e nottole veloce,
capresti d'impiccati,
ossa di morti e grassi abbiam di quelli,
quattrin tolti alla croce,
e brevi consagrati,
che con difficoltà potemmo avergli;
ugna, peli e capelli,
immagini e candele benedette,
con che facciam le genti andar costrette.
Molt'altre cose da mostrarvi aremmo
che son buone a quest'arte,
colle qua' noi facciam cose stupende:
ma tediose saremmo.
Venendo all'altra parte
ove nostra virtù molto s'estende,
fra le qual si comprende
di molte belle cose che mostrare
vi vogliam, belle donne, e vi fien care.
Acque stillate di diverse sorte
da far le carni chiare,
tirar le grinze e rassodare il petto:
bench'alcuna sia forte,
si posson sempre usare
per tutto, sotto e sopra, con diletto.
Chi avesse difetto
di gemitii o gli sudasse altrove,
abbiam rimedi di mirabil prove.
Vetri e mollette ancor da pelar ciglia,
e polvere da denti,
con lisci, spugne, profumi e pezzette
pieni di maraviglia,
con solimati unguenti
che 'l pel, dove quei toccan, mai rimette;
e per levar via nette
macchie, panni e caligine dal viso,
rimedi propio fatti in paradiso.
Abbiam ancor molti altri bei segreti
da far sgravidare
e ritornare il panno virginale
co' quali a molti preti
abbiàn fatto gustare
più volte una per vergine, la quale
era uscita di sale
poco avanti del parto per amore
di salvar col nostr'utile 'l suo onore.
Però, donne discrete ed amorose,
quel male antivedete
che n'apporta con seco la vecchiezza:
se tutte queste cose
da noi imparar vorrete,
noi ve le insegnerem per gentilezza;
ché, spenta la bellezza,
vi ricordiam ch'egli è meglio ir portante
ch'esser meschina, lavandaia o fante.