XCII
Qual huom che ’n varie guise attende in scena
uscir hor l’uno, hor l’altro, e meraviglia
ed essempio ne prende, e si consiglia
con gli accidenti altrui che ’l tempo mena,
tal in questa di froda e d’error piena
vita mortal, ch’a favola simiglia,
veggio come n’inganna e ne scompiglia
l’onda del mondo e sua falsa sirena,
e dico: «O quanto è ben per chi primo esce
dal terreno theatro, e cui desio
sol è d’uscirne, e ’l troppo starvi incresce,
e, volto in dolce ogni atto amaro e rio,
mentre la vita altrui si turba e mesce,
dir pò: Speranza a Dio, Fortuna a Dio!»