XCIII bis

By Giosue Carducci

Come bella, o argentea Croce,

Splendi a gli occhi e arridi a' cuori

Su 'l palagio de' Priori

Ne la libera città;

Dove il secolo feroce,

Posta giù l'ùnnica asprezza,

Rivestì di gentilezza

La romana libertà!

A Vittorio i nostri carmi

Ne le piazze popolose,

De' figliuoli e de le spose

Consacriamo a lui l'amor,

E lo strepito de l'armi

E il furor de' fieri petti

E la folgor de i moschetti

In presenza a gli oppressor.

Il combattere fia gioia,

Fia 'l morire a noi vittoria:

Pugnerà con noi la gloria

Ed il nome de i maggior.

Ma te, o Croce di Savoia,

Altra gente invoca e aspetta:

A chiamar la gran vendetta

Sorge un grido di dolor.

È Venezia. In riva al mare

Siede, guarda, e al ciel si duole;

E conforto aver non vuole,

Perché figli più non ha.

Oh qua l'armi! e a fulminare

Torna, o re, nel tuo sentiero:

Dove regna lo straniero,

Va', ti mostra, e fuggirà.

Noi, progenie non indegna

Di magnanimi maggiori,

Noi con l'armi e con i cuori

Ci aduniamo intorno a te.

Dio ti salvi, o cara insegna,

Nostro amore e nostra gioia!

Bianca Croce di Savoia,

Dio ti salvi! e salvi il re!