XCIII. LA PACE DI CAMPO–FORMIO. VERSI CANTATI ALLA MENSA DEL GOVERNO IN MILANO.

By Vincenzo Monti

Dolce brama delle genti,

Cara Pace, alfin scendesti;

E le spade combattenti

La tua fronda separò.

Nell'orribile vagina

Già nasconde il brando Marte;

Già l'invitto Bonaparte

Il suo fulmine posò.

Delle madri dolorose

Sono i palpiti sospesi,

Tace il pianto delle spose,

Spunta il riso lusinghier:

E sul petto al salvo figlio

Cerca il padre la ferita,

E superbo altrui l'addita

Lagrimando di piacer.

Riconduce allegro al prato

Il pastor le care agnelle:

Torna il solco insanguinato

Grave il vomero a sentir:

E il villano al foco assiso,

Mentre il vento intorno stride,

Su le stragi che già vide

Fa gli amici impallidir.

Per le case per la via

Scorre libero il piacere;

Un'amabile follía

La ragion rapisce e il cor:

E convivi, e danze, e canti

Di donzelle e di guerrieri,

E un percoter di bicchieri

Coronati dall'amor.

Posò l'asta e la lorica

La tremenda dea d'Atene,

Dalla bellica fatica

Ristorando il suo pensier:

Del canoro Mincio intanto

Sul fecondo erboso pianto

Il trifoglio mantovano

Van pascendo i suoi destrier.

Ma dell'attica reina

Le seguaci inachie figlie

Stan nell'onda eridanina

La grand'egida a lavar;

La grand'egida, tutela

D'un novello Diomede

Che del greco ardire erede

Venne Italia a liberar.

Del tuo scudo, o dea Minerva,

La vast'ombra immense schiere

Copre in campo e le conserva,

Copre intere le città.

Deh proteggi, o forte diva,

Nostre mura e nostre leggi;

Questo tempio deh proteggi

Dell'ausonia libertà!

D'Acadèmo e del Licèo

Qui ravviva il prisco grido:

Sorga un altro Pritanèo

D'onor meta e di virtù:

E sian scherno su le scene

In catene — trascinati

I tiranni detestati

Dalla fiera gioventù.

Ma voi forti giovinetti,

Della patria dolce speme,

Rivestite i caldi petti

Di costanza e di valor:

Nè dal fianco lunge vada

Mai la spada — un sol momento:

Muor l'olivo — d'onor privo

Senza attento — difensor.

L'alemanno augello infido

A schiantarlo aperta ha l'ugna:

Prodi, all'armi; alzate un grido

Di coraggio e libertà!

Libertade o morte, tutti

Esclamate; e mano al brando!

Fortunato chi pugnando

Per la patria morirà!

Su le tombe pianti e fiori

Spargeran le pie donzelle:

Ma vivrà nei nostri cuori

Il valor che vi scaldò.

Prodi all'armi; alzate un grido

Di coraggio, e mano al brando!

Fortunato chi pugnando

Per la patria sua spirò!