XCIII

By Berardino Rota

Mentre pur io del cavalier romano

che cantò Delia e la fé conta e chiara

e del sol ch’Arno e Sorga orna e rischiara

cerco i vestigi, e ben li cerco invano,

Amor, ch’abbassa ogni pensier sovrano

e saettar da due begli occhi impara,

fa sì ch’ogni alta impresa habbia men cara,

e col freno del cor regge la mano.

Già mi volsi a più bella opra e più salda,

scoprendo del gran Dio gli ampi thesori,

ma leve altrove e van piacer mi torse.

Voi due, cui divin foco arde e riscalda,

ch’io segua l’un, ch’i’ sia de l’altro fuori,

dite, fia mai? Ch’io me ne vivo in forse.