XCIII

By Gaspara Stampa

Qual fuggitiva cerva e miserella,

ch'avendo la saetta nel costato,

seguìta da duo veltri in selva e 'n prato,

fugge la morte che va pur con ella,

tal io, ferita da l'empie quadrella

del fiero cacciator crudo ed alato,

gelosia e disio avendo a lato,

fuggo, e schivar non posso la mia stella.

La qual mi mena a miserabil morte,

se non ritorna a noi da gente strana

il sol degli occhi miei, che la conforte:

egli è 'l dittamo mio, egli risana

la piaga mia; e può far la mia sorte,

d'aspra e noiosa, dilettosa e piana.