XCIII

By Giovan Battista Nicolucci

Or dopo tempo e affanno acerbo e lungo,

dopo aver tanti gridi al ciel dispersi,

e cantato piangendo, e pianto in versi,

alfin nel loco destinato aggiungo.

Né dai sospiri miei perciò m'allungo,

ch'omai nel mio spirar si son conversi,

ma, tocco da pensier gravi e diversi,

il cor trafisso doppiamente pungo.

Amor risveglia e aguzza il mio desire;

onor vol ch'io la mente ad altro avvivi;

debito ha l'uno e l'altro voglia accesa.

Amor con tutto ciò porge a l'impresa

e parole e soffrenza e schermi e ardire;

non è valor ch'a quel d'amanti arrivi.