XCIII.

By Luigi Tansillo

Entrò per gli occhi vostri e più non riede,

Donna, il mio cor. Ben dolce è chi il ritiene!

Se tai son le finestre e sì serene,

Onde vostra bell'alma splende e vede;

Ella, che dentro signoreggia e siede,

Or qual dunque sarà? S'ei più non viene,

Maraviglia non è, ché maggior bene

Dentro trovò di quel che fuor si crede.

Questo sol, questa luna, e queste stelle,

Che splendon fuor del ciel; non ne dan segno

Che dentro ha cose via più chiare e belle?

Godi dunque, cor mio, di sì bel regno,

Mentre Amore e Fortuna non ten svelle,

Perché di tanto onor sei troppo indegno.