XCIII
La gloria delle Palle e la gran fama
che per te, mio signor, vivendo regna,
con trionfante insegna,
capace il mondo fa quanto il ciel t'ama;
e però ognun di noi sperando brama
dinotarti il disio del nostro core:
vestiti a te vegniam di tal colore.
L'afflitta patria tua dolente e mesta
nel tuo infelice esilio già tant'anni,
con dolorosi affanni,
tratta giammai non s'è l'oscura vesta:
or con gaudio, letizia, gioia e festa,
per la tornata tua spendendo dice
d'esser, come già fu per te, felice.
Ogni confusion, discordia e guerra
si vedrà in pace per tuo amor ridutta;
per te in trionfo tutta
ritornerà la sconsolata terra,
perché la tua presenza mai non erra:
ma ciascun di virtù riscalda e 'nfoca
e, chi dal ciel vuol grazie, a te le 'nvoca.
Le Palle son quell'infallibil segno
che rendono vita a ogni estinta luce;
per lor sol si conduce
a vera perfezione ogn'altro ingegno:
puossi Fiorenza or dir beato regno,
sendosi colle Palle ricongiunta,
che stata è senza lor piú che defunta.
Color che son di tal colore stati,
chiaramente s'è visto il loro effetto;
perché nel viril petto
eran dell'amor tuo tutti segnati,
si son propizi al tempo dimostrati.
Or per suo guida ognun t'invoca e chiama,
e chi non prezza te, virtù non ama.