XCIII

By Agnolo Firenzuola

Mentre che dentro a le nefande mura

Il nome regio invan s'usurpa e piglia,

La mal vissuta vecchia e l'empia figlia

Il mal d'altrui con maga arte procura.

Ben lavossi tre volte in acqua pura

Tullia le crude mani, e di vermiglia

Benda legò le truculenti ciglia,

E ripose sue membra in veste oscura;

Poi prese ad ambe man del sal, dicendo:

– Così si strugga ed arda in mezzo al petto

Il cor del Motta, – e ne diè parte al fuoco;

Il resto sparse in strada, soggiungendo:

– Così le fiamme sien del giovinetto,

Favola al vulgo, a noi rapina e giuoco.