XCIV (100)

By Luca Contile

Quell'amoroso sacro vivo Iddio,

poi che 'l primo parente fé l'errore,

odiando questo vano e frale amore

che tiene il mondo incatenato e rio,

fesse uomo, ma d'invitto e bel desio

sposossi l'alma, e di divin splendore

la riformò, poi l'arse in quello ardore

che del suo sangue caldamente uscio.

A conservassel or per suo consorte

l'alma che deve far? Deve esser empia,

sì ch'ingrata si chiami e il suo ben nieghi?

Non faccia, anzi con morte vinca morte,

al morir saggia, al viver tarda e scempia,

in libera prigion s'inchiuda e leghi.