XCIV

By Giovanni Prati

Calan da olimpo le grandi ombre; è spento

il color delle cose in questa landa;

senza profumo il fior, senz´ala il vento;

sol per tetti le strigi escono a randa.

O Notte, o del mio nido ospite blanda,

con che soave voluttà ti sento;

e, levato un sorriso a chi ti manda,

nelle dive tue braccia i´ m´addormento!

O fantastica Notte, o Notte, madre

delle tristi parvenze e delle care,

teco nel tuo profondo aere m´invola!

E ameni spettri e fantasie leggiadre

semina nel mio cor. Molte ed amare

compagne tue compenserai tu sola.