XCIV.

By Luigi Tansillo

Pianta gentil, mentre nel mondo regna

Amor, vivan tue chiome e verdi e folte,

Poi che spargesti le ricchezze occolte

Che l'alto possessor mostrar non degna.

Tu spiegasti d'Amor l'altiera insegna,

Per te fur l'auree trecce al vento sciolte:

Deh! che m'avessi allor le luci tolte

Per non mirar giammai cosa men degna!

D'allor, se io dormo o vegghio, seggio o vado,

In quel caro gioir lieto soggiorno,

A tutti altri pensier troncando il guado.

Io vidi il sol tinto d'invidia e scorno

Attuffarsi ne l'onde: a mal suo grado,

Ov'ei lasciò la notte, apparve il giorno.