XCIX – Maggi

By Giacomo Leopardi

Giace l'Italia addormentata in questa

Sorda bonaccia: e intorno il ciel s'oscura;

E pur ella si sta cheta e sicura;

E per molto che tuoni, uom non si desta.

Se pur taluno il paliscalmo appresta,

Pensa a se stesso, e del vicin non cura:

E tal sì lieto è de l'altrui sventura,

Che non vede in altrui la sua tempesta.

Ma che? quest'altre tavole minute,

Rotta l'antenna, e poi smarrito il polo,

Vedrem tutte ad un tempo andar perdute.

Italia, Italia mia, quest'è il mio duolo:

Allor siam giunti a disperar salute,

Qaundo spera ciascun di campar solo.

Lungi vedete il torbido torrente

Ch'urta i ripari, e le campagne inonda,

E de le stragi altrui gonfio e crescente,

Torce su i vostri campi i sassi e l'onda;

E pur altri di voi sta negligente

Su' disarmati lidi; altri il seconda,

Sperando ch'in passar l'onda nocente,

Qualche sterpo s'accresca a la sua sponda.

Apprestategli pur la spiaggia amica:

Tosto piena infedel fia che vi guasti

I nuovi acquisti, e poi la riva antica.

Or che oppor si dovrian saldi contrasti,

Accusando si sta sorte nemica:

Par che nel mal comune il pianger basti.