XCIX

By Domenico di Giovanni

Chirallo armato, e buon vin di cantina,

Ungar, Boemi, Tartari, e Tedeschi,

Gli scottonbrin, che saltavan pe' deschi

Han pien tutto il Posciaio di lor orina;

Meuccio, con Bertuccio, e mona Mina

Vanno gridando, che 'l vin non si meschi,

Acciò che questa gente di fuori eschi,

Che ha fatto di Siena una cucina.

Cadere, e Peggicor gridavan tutti,

O Sermargatth stil, noi non andreno

Infin che noi verrem tutti distrutti.

Poi che v'avete messo il serpe in seno,

Trattati voi sarete come putti;

E morrete nel fin di suo veleno.

Vostri nimici sieno

Per vostra colpa, e non per vostro inganno;

Oh Bessi ingrati, voi v'avrete il danno.