XCIX

By Giacomo Lubrano

Freme sbattuta, ed incostante l'onda

fra spaventi volubili s'adira;

ed or crucciosa bolle, ed or profonda

il mio sacro Campion ange e martira.

Egli di Eternità tocca la sponda,

mentre in spumosi vortici s'aggira;

e quanto più superbo il flutto inonda,

più vicino a' suoi voti il Ciel rimira.

Chi la culla sortì fra le Sirene,

non teme assalti d'acque; e non si dole,

scoglio vivo di Fede in Mar di pene.

Sì, sì, Marcello sorgerà, ché suole

là dove smalta il Dì l'Indiche arene

nascer da l'onde, e non morire il Sole.