XCIX

By Giovan Battista Nicolucci

Non così tosto la palpebra copre

queste mie luci inebrïate intorno

a quella che nel mio lontan soggiorno

sempre vagheggio e miro

ch'ella con guardi e risi mi si scopre,

e con sì fatti accenti

che mi par giunto al fin d'ogni desiro,

ma le saette e i venti

e i rapidi torrenti

non precipitan sì com'ella fugge,

e in cambio suo cerberi, idre, e chimere,

alpi, nubi, giganti, ed aspre fiere

con subito terror mi son presenti,

e la mutazïon tanto mi strugge

che tra tai branche e denti

bramo del fiato mio l'ultima uscita

per non star senza la miglior mia vita.