XCIX

By Giovanni Prati

Oggi che spira detestato vento,

detestato, ché in sen porta la piova,

i vivaci falerni oggi acconsento

al sobrio nappo, ed insanir mi giova.

Ponghiam, dotto Aristeo, tregua al lamento,

se appassirono i fior dell´età nova:

qualche letizia per i crin d´argento

anco a le feste di Lieo si trova.

Per noi Caio il cinghial snida dai vepri;

chiosa Manlio un´arguta ode di Flacco;

Festio, il vago fanciullo, arde i ginepri:

canta Cinara tua, Lalage arride;

e i morsi d´oro il giovinetto Bacco

lenta a le tigri, e in mezzo a noi s´asside.