XCIX
Né piú bella di queste, né piú degna
si truova alcuna dèa:
Giunon vedete che nel ciel su regna;
vedete Citerea,
madre dolze d'amore;
vedete qui Minerva:
gli 'ngegni conserva,
e 'l marzial furore
doma coll'arte e colla sapienza:
venute insieme ad abitar Fiorenza.
Fiorenza, tu sarai la piú famosa
città che vegga il sole;
di lor presenza sarai gloriosa:
Giunon tuo stato vuole
crescere ed in concordia
tener donne e mariti;
e cittadini uniti
terrà senza discordia;
farà il popol fruir fuor d'ogni usanza,
sano e gagliardo e sempre in abbondanza.
Minerva saggia ci darà vittoria
contro a nimici in guerra;
faratti trionfar con somma gloria,
e per mare e per terra,
in tutte le buone arte
o di mano o d'ingegno:
sola passerai 'l segno,
felice in ogni parte,
toccando il ciel colla superba chioma,
Fiorenza bella, figliuola di Roma.
Per la discordia lor, com'ognun vede,
fu disfatto già Troia;
or fien d'accordo e farànti felice
a viver sempre in gioia:
godi Fiorenza magna,
simile a te nessuna
che sia sotto la luna,
dal mar fino alla Spagna;
godi città e vivi sempre in grazia,
Fiorenza bella, piena d'ogni grazia.
Ma Vener bella sempre in canti e 'n feste,
in balli e nozze e mostre,
in varie foggie e nuove sopravveste,
in torniamenti e giostre
farà 'l popol fiorito;
staran, galante e belle
tutte donne e donzelle,
con amoroso invito;
terrà sempre Fiorenza in canti e riso
e dirassi: Fiorenza è 'l paradiso!