XCV

By Francesco Beccuti

Sospiro il Tebro e 'l mio bel colle Augusto

noti men che voi talvolta Arno e Fiorenza;

e, per più nostro affanno, il Taro e Lenza

ci prescrive confin breve ed angusto;

anzi tu, cielo, e vo' ben dire ingiusto

l'influsso de' tuoi lumi e la potenza,

se tosto ad alma di tant'eccellenza

non rendi 'l corpo suo sano e robusto.

Deh, torci 'l vaso di Pandora altrove

e dà le febbri e le podagre e i fianchi

a chi di queste e maggior pene è degno:

così vedrai col piede e con l'ingegno

lui correre a la gloria e noi gir dove

dimora il nostro bene ond'or siam manchi.