XCV

By Giacomo Lubrano

O de le fiamme mie vivo tesoro,

che ne la tomba incenerir non puoi:

poveri presso a te ne i regni Eoi

ridono i Mari in perle, i Gangi in oro.

Io bacio le memorie, e l'ombre adoro,

caro mio Sol, de' patrocinii tuoi.

Ti supplico martirii, e so che vuoi

che col sangue m'inaffi il sagro alloro.

Se già mi apristi in sen d'aspra ferita

a speranze di gloria ampie le porte,

mi fia varco al morir l'urna gradita.

Allor che ti mirai (beata sorte!)

sotto viso immortal ebbi la vita:

or che morto Io ti miro abbia la morte.