XCV

By Giosue Carducci

Fedel sino a l'avello

Egli era in Tule un re:

Morì l'amor suo bello,

E un nappo d'òr gli diè.

Nulla ebbe caro ei tanto,

E sempre quel vuotò:

Ma gli sgorgava il pianto

Ognor ch'ei vi trincò.

Venuto a l'ultim'ore

Contò le sue città:

Diè tutto al successore,

Ma il nappo d'òr non già.

Ne l'aula de gli alteri

Suoi padri a banchettar

Sedé tra i cavalieri

Nel suo castello al mar.

Bevé de la gioconda

Vita l'estremo ardor,

E gittò il nappo a l'onda

Il vecchio bevitor.

Piombar lo vide, lento

Empiersi e sparir giù;

E giù gli cadde spento

L'occhio e non bevve più.