XCV

By Giovanni Prati

Nel modo malinconico o ridente

del mio pensier non entri anima viva!

N´ho assai di questa razza intellettiva

c´ha lupo o scimia per gentil parente.

Or mi piace albergar dentro la mente

l´ombra, il tenero fior, la verde riva,

la rugiadosa stella e l´aura diva

che uscir dai mirti del Peneo si sente.

Aura, che scherzi, e già fu meglio un giorno

ne´ miei capelli, e d´un ambrosio spiro

mi rivesti il pensier più disadorno;

aura, con me rimani, e tragga il vento

della fortuna ogn´altra cosa in giro.

A me basta il mio riso e il mio lamento.