XCV

By Giusto de' Conti

Or che dall'Ocean sorge l'aurora,

Et con l'umida treccia il mondo bagna,

Et seco Filomela pur si lagna

Sì che de i suoi lamenti altrui namora,

Tornami al cor Madonna, il tempo, et l'ora,

Che mai dal mio pensier non si scompagna

Quando fu presa all'amorosa ragna

Quest'anima, che Amor l'increspa e indora.

Così nel gran disio mi levo a volo,

Et tregua ho quando l'alba il ciel ne imbanca,

E il cor digiuno di speranza pasco:

Vien poi la sera, et io rimango solo

De miei alimenti, onde mia vita manca;

Così la notte moro, e il dì rinasco.