XCV

By Ludovico Leporeo

Mentre verseggio, il ventre duolmi ed asmo,

E rinego don Diego, e mi sbattesmo;

E m'infurio, ed ingiurio me medesmo,

Ché non provai giamai l'entusiasmo.

Io non ho gioia, anzi gran noia e spasmo,

Né mi giova erba nova od incantesmo,

Ch'io pato interno flato, e mi smedesmo

Dal mal d'anche, sinanche, ernia, e tenasmo.

E sento aspro tormento e parosismo

In far trimetri e bimetri che imbosmo,

Onde i librari e i cartolari srismo.

E confesso che sono appresso Zosmo,

Virgilio, Orazio, Stazio, in latinismo

Un poeta di creta e un microcosmo.