XCVI

By Giovanni Boccaccio

Tanto ciascun ad acquistar tesoro

con ogni ingegno s'è rivolto e dato,

che quasi a dito per matto è mostrato

chi con virtù seguisce altro lavoro.

Per che constante stare infra costoro

oggi conviensi, nel mondo sviato,

a chi, come tu fosti, è infiammato,

Febo, del sacro e glorioso alloro.

Ma perché tutto non può la virtute

ciò ch'ella vuol, senza divino aiuto,

a te ricorro, e prego mi sostegni

contr'alli venti avversi a mia salute,

e, dopo il giusto affanno, il già canuto

capo d'alloro incoronar ti degni.