XCVI

By Matteo Bandello

Quel rossignuol che giorno e notte ognora

nel bel giardin cantando in dolci lai,

forse si sfoga, o saluta i dì gai

che Primavera adduce, e pigne Flora,

rammentar fammi e m'appresenta l'ora

quand' i begli occhi vostri rimirai,

donna gentil, e dentro a quei lasciai,

misero, l'alma, che v'alberga ancora.

Da indi in qua tornato al Toro è il Sole

cinque fïate, e finch'io resti in vita,

mi vedrà sempre nei vostr'occhi preso.

Ma duolmi sol che 'l vento le parole

ne porte, ahi lasso, né ritrovi aìta,

ch'allenti il fuoco, ov'io son tanto acceso.