XCVI

By Benvenuto Cellini

Già molti si son messi a far sonetti,

e molti pochi son quei che fan bene;

ogni uom cognosce il ver da quel che viene,

ché le Muse ogniun chiama, e pochi eletti.

Non val lo sprimer bene i sua concetti;

né ben d'Amor mostrar suo galdio o pene;

né motti oscuri o parolette amene:

né dire:–Io feci, io fui, io andai, io stetti–.

Al primo si domanda:–Chi l'ha fatto?–

e in sul nome di quel si fa 'l giudizio:

non avvien questo al pingere o sculpire.

Se l'opra è buona, si conosce a un tratto;

né importa aver del mastro prima indizio.

Sculpite or voi, e noi lasciate dire.