XCVII

By Pietro Bembo

Già donna, or dea, nel cui verginal chiostro,

scendendo in terra a sentir caldo e gelo,

s´armò, per liberarne, il re del cielo,

da l´empie man de l´aversario nostro,

i pensier tutti e l´uno e l´altro inchiostro,

cangiata veste e con la mente il pelo,

a te rivolgo e, quel ch´agli altri celo,

l´interne piaghe mie ti scopro e mostro.

Sanale, che pòi farlo, e dammi aita

a salvar l´alma da l´eterno danno:

la qual se dal camin dritto impedita

le Sirene gran tempo e schernit´hanno,

non tardar tu, ch´omai de la mia vita

si volge il terzo e cinquantesim´anno.