XCVIII. PER L'ATTENTATO DELLA MACCHINA INFERNALE CONTRO LA VITA DI N. BONAPARTE ...
— Prendi il mio crine, e non temer sventura —
Disse al gallico eroe la calva diva.
Lo prese il forte; e al carro suo captiva
Trasse ognor la Vittoria e la Paura.
Spesso, dove la mischia ardea più scura,
Morte scontrollo, e lo guatò furtiva;
Ma d'un guardo atterrita e fuggitiva
Torse il ferro, e celò la rea figura.
Alfin non ausa di ferir palese
Di tradir s'avvisò. Pianse al periglio
Il franco fato, e si coprì d'un velo.
Tremava il mondo. Ma la man Dio stese:
Sviò l'orrido colpo; indi col ciglio
Quetò l'orbe tremante, e chiuse il cielo.