XCVIII

By Giovan Battista Nicolucci

Quando per ristorar li spirti stanchi

i' son per chiuder gli occhi

così mutando vo pensieri e fianchi,

e sì vaneggian miei desir non sciocchi

dietro la lunga traccia

di questa lor nemica

che poi, serrando i lumi,

me la veggo davanti e dolce e amica.

Ma Fortuna, che vuol ch'io mi consumi,

me l'avicina quasi entro le braccia,

e poi da me la scaccia,

così con gran fatica

risvegliato e deluso

rimango più che pria tristo e confuso.