XCVIII

By Giovanni Prati

Chiusa è la stanza; il lumicino è spento

tacita è l´ombra; e qui pensoso io giaccio.

L´andar dell´oriuolo, altro non sento;

e cadrò presto a´ vani sogni in braccio.

Saprà darmi letizia o turbamento

il fantastico mondo, a cui m´affaccio?

e il cardellino o la procella o il vento

mi solverà da l´incantato laccio?

Vedrò il domani e i miei? vedrò la stanza

rivisitata da l´ambrosia luce?

Vegli su me la carità de´ numi.

Sebben, dolce sarebbe oltr´ogni usanza,

dentro un sogno d´amor che al ciel conduce,

chiudere al tempo e non aprir più i lumi.