XCVIII

By Giusto de' Conti

Saran questi occhi ognior di pianger vaghi,

Et l'alma pur bramosa del suo ardore:

Temprar non ponno il foco del dolore,

Lasso, né pianti miei, né versi maghi.

Né d'altro il mio signor vuol ch'io mi paghi;

Né d'altro sparghin gli occhi il falso umore,

Che d'una luce, che m'ingombra il core;

Sì che pensar non so chi me ne appaghi.

Questa è la bella luce, che mi apparse

Là, dove corro sempre colla mente,

Qualora Amor mi assale, per mio scampo:

Questa è la bella luce, che il cor m'arse.

Et che m'infiamma ancor sì novamente,

Che omai cener son fatto et pur divampo.