XCVIII

By Ascanio Pignatelli

Ben veggo, errai, ma furo erranti e stolti

D' amore i modi, e non gli affetti ond' arsi,

Ch' amar devea, ma con più lenti, e scarsi

Desii frenando i miei pensier disciolti;

Pur chi pon freno là 've Amor travolti

I sensi altrui de' suoi diletti ha sparsi?

Chi può star, s' egli sprona, o chi ritrarsi,

Né restar preda ov' ha i suoi lacci avolti?

Dunque l' amar fu forza, e se l' affetto

Trascorse poi, bramò forse sperando

Pareggiar co' suoi merti il mio difetto,

O pur l' altezza del suo grand' oggetto

Adeguar con la mente, e farsi amando

Di suprema cagion supremo effetto.