XCVIII

By Benvenuto Cellini

Quel trionfante e glorioso Giove,

ch'e' ciel governa e gli elementi e noi,

vita, morte, fortuna e i vizi suoi

son quei con che lui fa le inclite pruove.

Amore è cieco, e tira e non sa dove;

fortuna esalta li inimici suoi;

eresie impie a' sacerdoti tuoi:

chi dunche, o Dio, tanto a rovescio muove?

Le stelle, i ciel, fortuna, sorte e fato

si pigliano oramai tanta licenzia,

ch'i' vo' veder s'inferno è meglio stato.

Or te lo dico, Giove, in tua presenzia,

che avendo il tuo dominio straccurato,

non ti vo' più aver tanta credenzia.