XCVIII

By Bernardo Pulci

Io guardo spesso la tua gran ruina

e veggio i campi dove fu già Roma

da l'età vinta e dagli affanni doma,

come ogni nostra gloria al fin s'inchina.

Felice un tempo, alma città divina,

a cui Fortuna ornò tanto la chioma

tu ch'al mondo ponesti già la soma,

se' fatta albergo d'infernal fucina.

Similemente i tua diletti figli,

degenerati e colmi d'ogni pecca,

hanno scurato la tua degna voce.

Misera, ha' tua nemici negli artigli,

ove il buon Cristo nella tua Giudecca

ogni dì mille volte è posto in croce.