XI (15)

By Luca Contile

L'amor del signor mio più che la speme

di fortuna meglior, di meglior seggio,

mi fa ch'or quinci or quindi ogni or vaneggio

e che di più bel frutto io perda il seme.

N'a l'un n'a l'altro sodisfare insieme

posso io, che scorgo 'l meglio e seguo il peggio,

e contra la ragion mi guido e reggio:

questo è 'l dolor che notte e dì mi preme.

Non cesso mai di travagliare i giorni,

or per le poste or a giornate calco

lunghi viaggi, e 'ndarno m'affatico.

E se non vien dal ciel chi mi distorni

(mentre degli anni miei troppo diffalco),

quanto al fin più m'appresso, più m'intrico.