XI – Tebaldeo
Parte de l'alma mia, caro consorte,
Che vivrai dopo me qualch'anno ancora;
Se vuoi che in pace ed in quiete io mora,
Tempra tanto dolor sfrenato e forte.
Il vederti attristar m'è doppia morte:
E se pur pianger vuoi, deh fa dimora
Tanto che 'l spirto se ne voli fuora,
Ch'esser già per uscir sento a le porte.
Al mio partir, sol ti domando un dono:
Che servi fede al nostro casto letto,
Che in la mia verde età freddo abbandono.
E, perché accade pur qualche dispetto
Tra consorti talor, chieggo perdono.
Io vo: rimanti in pace: in ciel t'aspetto.