XI
Donne, vorremmo trovare
chi ci dessi da curare.
Chi avessi fazzoletti
o altre tele sottile,
per darci a curar s’assetti,
ché ne vien verso l’aprile.
Vi preghiàn, donne gentile,
che ci mandiate che fare.
Chi un tratto sol ci pruova,
volentier po’ torna a noi;
se ’l nostro curar gli giova,
più lasciar non ci vuol poi:
se ci provass’ un po’ voi,
ve n’aresti da lodare.
Bella stanza e bel paese
è Rimaggio onde no’ siàno.
Ci assottigliàn per le spese
perché roba non abbiamo;
ma ciascun giovane siamo
da potervi contentare.
L’acqua con che no’ bagnàno
esce d’una certa vena
ch’un rattratto fare’ sano
tanto dolce liquor mena:
la non tocca il panno appena,
come neve il fa tornare.
Donne, le cose sottile,
tutte addosso le portiàno;
le piú grosse e le piú vile
a questa bestia le pognàno,
e se non si mena a mano,
vorre’ sempre scaricare.
Quando piove, donne mia,
no’ non curiàn per niente;
ma pigliàno un’altra via
come fa chi è ’ntendente:
no’ ce n’andiàn propriamente
drieto a fiori per non ci stare.