XI
Il ricco laccio, ove m'ha giunto Amore,
è d'un diamante in nuova sorte ordito,
il più vago, il più terso, il più gradito
che rendesse già mai luce e splendore.
E sì come l'avaro a tutte l'ore
brama di star col suo tesoro unito,
così nel lume anch'io resto invaghito
del nodo mio né cerco uscirne fuore:
quindi traluce Amor, quindi traspare
il piacer e 'l desio, lo strale e l'arco,
e si specchia bellezza a loro intorno.
O catene gentil, lucenti e chiare,
per voi, non come gli altri amanti carco,
ma sopra l'uso uman son fatto adorno.