XI

By Giacomo da Lentini

Amando lungiamente,

disio ch'io vedesse

quell'ora ch'io piacesse

com'io valesse —a voi, donna valente.

Meravigliosamente

mi sforzo s'io potesse

ch'io cotanto valesse,

c'a voi paresse —lo mio affar piacente.

Vorria servire a piacimento

là 'v'è tutto piacere,

e convertire —lo meo parlamento

a ciò ch'eo sento:

per intendanza de le mie parole

veggiate come lo meo cor si dole.

Non dole c'aggia doglia,

madonna, in voi amare,

anti mi fa allegrare

in voi pensare —l'amorosa voglia:

con gioi par che m'acoglia

lo vostro innamorare,

e per dolce aspettare

veder mi pare —ciò che mi s'orgoglia.

Ma d'una cosa mi cordoglio,

ch'eo non so in veritate

che voi sacciate —lo ben ch'eo vi voglio:

a ciò mi doglio,

non posso dir di cento parti l'una

l'amor ch'eo porto a la vostra persona.

Se l'amor ch'eo vi porto

non posso dire in tutto,

vagliami alcun bon motto,

che per un frutto —piace tutto un orto,

e per un bon conforto

si lassa un gran corrotto

e ritorna in disdutto

(a ciò non dotto) —tal speranz'a porto.

E se alcun torto mi vedete,

ponete mente a voi,

che bella piui —per orgoglio siete;

che ben sapete

c'orgoglio non è gioi, ma voi convene

e tutto quanto veggio a voi sta bene.

E tutto quanto veggio

mi pare avenantezze

e somma di bellezze;

altre ricchezze —né gio' non disio.

E nulla donna veo

c'aggia tante adornezze

che le vostre altezze

non bassezze, —là unde innamorio.

E se , madonna mia,

amasse io voi e voi meve,

se fosse neve —foco mi parria,

e notte e dia

e tuttavia —mentre c'avraggio amore;

e chi ben ama ritorna in dolore.

Non so com'eo vi paro

né che di me farete;

ancider mi potrete

e no mi trovarete —core varo

ma tuttavia d'un airo,

cotanto mi piacete;

e morto mi vedete

se no m'avrete —a lo vostro riparo:

a lo conforto di pietanza

che incozzi a lo core,

e li occhi fore —piangano d'amanza

e d'allegranza:

con abondanza —de lo dolce pianto

lo bel visaggio bagni tutto quanto.