XI
Sento gelar tutte le parti estreme,
e di stupor colmarsi le palpebre;
sento il fiato racceso e angustie crebre
in tuon, che invece di parole geme.
Sento che manca al refriggerio speme,
e cresce angoscia al giorno mio funebre;
sento al vostro apparir l'antica febre
con che amor ne' miei polsi e bolle e freme.
Vien questo ardor da quella chiara lampa
che piove giù dal più superno chiostro
in que' begli occhi onde il mio core avampa;
o del lume del mondo unico mostro,
se del mio incendio voi sete la stampa
arder debb'io, non voi, del foco vostro?