XI
Se lo stral, Febo, che vi punse il fianco
dal pensier vostro ancor non è lontano,
e se del cor non risanaste unquanco
la piaga che vi fe' la dolce mano,
soccorrete a quel volto sovra umano
che viene a farsi ognor pallido e bianco,
ond'il mio spirto, ahi lasso, afflitto e stanco,
per lei si strugge sospirando invano;
ché, se la donna mia leggiadra e bella
anzi il suo dì la giovanetta spoglia
lascia, fia grave danno al cieco mondo,
né mai vedrassi in ciel pi` chiara stella.
E me albergo farà d'eterna doglia
e voi privo del crin lucido e biondo.